martedì 23 agosto 2011

Risparmio energetico imprese: contributi a fondo perduto in Liguria







Si aprono il 15 settembre del 2011, nella Regione Liguria, i termini di presentazione delle domande di accesso a contributi a fondo perduto per la riduzione dei consumi energetici. Trattasi, nello specifico, di finanziamenti regionali, per un ammontare complessivo pari ad 800 mila euro, che nei giorni scorsi sono stati stanziati ed approvati dalla Giunta della Liguria su proposta di Renzo Guccinelli, l’Assessore regionale allo sviluppo economico. La quota di contributo a fondo perduto erogabile parte dal 30% dell’investimento effettuato per le grandi imprese, ed arriva fino a ben il 60% per le micro imprese.
A partire dalla data sopra indicata, le imprese rispettanti i requisiti di accesso ai fondi potranno presentare progetti ed investimenti finalizzati a realizzare diagnosi energetiche, nonché per ammodernare macchinari, impianti ed attrezzature; oppure per andarle a sostituire con l’obiettivo di abbattere i consumi di energia. In questo modo a beneficiarne sarà l’efficienza energetica per effetto, nei cicli produttivi, di un uso più razionale dell’energia. Tutti i dettagli sui nuovi contributi a fondo perduto per le imprese, e per l’efficienza energetica, sono reperibili sul sito Internet www.regione.liguria.it.

lunedì 22 agosto 2011

IL GOVERNO CHE HA CEDUTO AGLI "INDIGNADOS"

E UN 'ARTICOLO DI UNO DEI TANTI EDITORIALI LIBERI CHE SONO ANCHE  IN RETE E  VERAMENTE AFFIDABILE, DATATO 1 LUGLIO.
VI SIETE CHIESTI QUANTE VOLTE  AVETE SENTITO QUESTA NOTIZIA DAI TG NAZIONALI? DALLA STAMPA NAZIONALE? DAI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO?  NOI SI! E SIAMO GIUNTI ALLA CONCLUSIONE CHE  AL SISTEMA POLITICO DANNO FASTIDIO CERTE NOTIZIE.........



il governo spagnolo del premier socialista Josè Luis Zapatero cede alle richieste degli Indignados e adotta nuove norme di protezione delle famiglie che a causa della crisi non sono più in grado di pagare il mutuo della casa, uno dei cavalli di battaglia del movimento di protesta.
Il vicepremier Alfredo Rubalcaba ha annunciato l'adozione di un decreto con il quale viene aumentata la parte di redditi mensili di una famiglia che non può essere sottoposta a prelievo obbligatorio per pagare alle banche il resto del mutuo dopo il sequestro della casa. Il reddito minimo che non potrà essere toccato è stato portato da 700 a 961 euro, e a 1350 euro se vi sono almeno due persone a carico. Il governo Zapatero ha inoltre deciso che in caso di messa all'asta della casa, per il mancato pagamento del mutuo, non potrà essere ceduta a meno del 60% del prezzo iniziale (contro il 50% finora).


Il movimento degli Indignados, attivo da metà maggio, combatte le espulsioni di famiglie che a causa della crisi non sono più in grado di pagare i mutui di casa. I giovani del movimento “Democracia Real Ya!” hanno impedito diverse espulsioni in particolare a Madrid. Gli Indignados denunciano fra l'altro la corruzione della politica e la collusione con i banchieri e indicano come esempio da seguire la “rivoluzione islandese”. In Islanda la popolazione si è infatti opposta per referendum al trasferimento allo Stato dei debiti delle banche.


LA QUARTA CLASSIFICATA COME PREZZI AL CONSUMO: LA LIGURIA





La Liguria è la quarta regione più cara nella classifica dei prezzi più “caldi”. Subito dopo Val D’Aosta, Puglia e Lazio, che si aggiudicano il podio con un aumento annuo del 3,9%, 3,3% e 3,2% si piazza la Liguria con il 2,9% a pari merito con Basilicata, Lombardia e Sardegna. In fondo alla classifica, le meno care Veneto, Molise e Campania con 2,3, a fronte di un tasso nazionale che si attesta al 2,7%,.
A certificare regione per regione i movimenti dei listini è l’Istat, in base agli ultimi dati sull’inflazione di luglio. Se però si considerano i diversi capitoli di spesa, la geografia dei prezzi cambia ancora. Per il settore degli alimentari la regione che ha registrato i rincari maggiori è la Lombardia (+3,3%), mentre andare al supermercato è molto più conveniente in Molise (+1,1%) o in Sicilia (+1,3%). Per l’abbigliamento i tassi risultano generalmente abbastanza moderati, addirittura in calo nelle Marche (-0,5%) e vicini allo zero anche in Emilia Romagna (+0,5%), fa eccezione la Puglia (+3,3%).